IL GIORNALE LOTTA COMUNISTA COMPIE 50 ANNI: LA FESTA E' A GENOVA
Domenica trentuno gennaio si tiene a Genova – a partire dalle ore 16:00, presso la sala Chiamata del porto – la festa per un importante compleanno: il giornale Lotta Comunista, organo dei Gruppi leninisti della sinistra comunista, compie mezzo secolo; il primo numero del periodico uscì il 7 dicembre 1965, e diventò mensile nel marzo del 1975.
Per l’occasione, approfittando del fatto che la Compagnia Unica Lavoratori Merci Varie del porto è storicamente una roccaforte del movimento, i responsabili del gruppo organizzano una manifestazione nei locali della stessa.
Le cose sono fatte in grande: l’ultima parte del tragitto per raggiungere la zona dell’incontro è tappezzata di bandiere rosse e di un grosso striscione con la scritta Lotta Comunista; inoltre, subito prima di salire la rampa che porta alla sala, stazionano alcuni militanti che offrono, in cambio di un obolo, la pergamena-ricordo della giornata.
Salita la scala, ci si imbatte in alcuni pannelli che costituiscono una mostra con alcune prime pagine del periodico, mentre degli uomini dell’organizzazione si dedicano allo smistamento dei convenuti nelle due sale – fiancheggianti il circolo portuale Luigi Rum – occupate dal convegno.
A destra del circolo, zona inaccessibile al pubblico di simpatizzanti e curiosi, si trovano i dirigenti dell’organizzazione italiana e di quelle ‘sorelle’, mentre gli altri convenuti sono pregati di accomodarsi dall’altra parte; scelta – a giudizio di chi scrive – azzeccata, perché il colpo d’occhio, entrando nella sala, è notevole: sono diverse centinaia le persone presenti.
Sul palco si alternano gli interventi – che vengono teletrasmessi in contemporanea anche nell’altro spazio – dei vari responsabili dei circoli operai, dei giovani affiliati ad essi, e delle delegazioni straniere: per inciso, probabilmente non sono poi così tanti i gruppi, se dopo poco più di mezz’ora è già il momento delle conclusioni.
Queste sono affidate al sapiente eloquio di Alessio De Santis: costui inizia ringraziando i padroni di casa per l’ospitalità; successivamente ricorda con orgoglio come la sua sia, tra quelle che ancora si richiamano al ‘comunismo’, l’organizzazione più vecchia, ed in maggiore salute, ancora in vita.
Il prosieguo del discorso è la solita tiritera di luoghi comuni tipici degli anticomunisti che nascondono la loro avversione per il vero comunismo – quello di matrice marxista-leninista – dietro la loro avversione verso un inesistente stalinismo, categoria inventata dai traditori trotzkisti per mostrare tutto il loro disprezzo per il vero continuatore dell’opera del compagno Vladimir Ilic Uljanov detto Lenin, il compagno Josif Vissarionovic Dzhugashvili detto Stalin.
Genova, 02 febbraio 2016
Stefano Ghio - Proletari Comunisti Alessandria/Genova
http://pennatagliente.wordpress.com